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Salerno ricorda le vittime dell’alluvione di ottobre del 1954: cerimonia commemorativa a Mariconda Attualità zonarcs 

Salerno ricorda le vittime dell’alluvione di ottobre del 1954: cerimonia commemorativa a Mariconda



Salerno ricorda la tragedia del 25 e 26 ottobre 1954, una delle pagine più dolorose della storia cittadina. Questa mattina, domenica 25 ottobre, a Mariconda, presso il monumento di via Raffaele Mauri, si è svolta la cerimonia commemorativa con la scopertura dello stemma del quartiere, alla presenza delle istituzioni, del Comitato per il Recupero del Monumento e della cittadinanza.

L’iniziativa, coordinata dalla giornalista Luciana Mauro, ha visto gli interventi del consigliere comunale Gianni Fiorito e di Vincenzo Marra, in rappresentanza del Comitato. A seguire, i Vigili del Fuoco hanno deposto una corona commemorativa donata dal Comune di Salerno, alla presenza della Polizia Municipale. La cerimonia si è conclusa con la benedizione del monumento dedicato a padre Giovanni D’Andrea, impartita dal parroco don Antonio Pitetto.

Toccante la testimonianza di Gianni Fiorito, che ha ricordato i racconti della nonna, residente in via Porta Catena, sulla cosiddetta «Malanotte»: «Mi ha trasmesso il ricordo di un popolo forte, quello dei salernitani che, dopo una tragedia immane, cominciarono a scavare per salvare i superstiti e soccorrere chi aveva bisogno».

Fiorito ha sottolineato anche la capacità degli abitanti di Mariconda di rialzarsi dopo la devastazione: «Sono felice di poter condividere questo ricordo, una storia che appartiene alla mia famiglia, ma che in realtà appartiene a tutta la nostra città».

Il consigliere ha infine rivolto un appello a trasformare la memoria in responsabilità: «Che il ricordo di quelle vite spezzate e di quel popolo coraggioso ci dia la responsabilità di prenderci cura della nostra città, di proteggere il nostro territorio e di difendere il futuro delle prossime generazioni».

Una commemorazione per onorare le vittime e mantenere viva la memoria di una tragedia che segnò profondamente Salerno, ricordando il valore della solidarietà e della capacità di una comunità di ricominciare.

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